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ANNILUCE DOPO
Posted on Wednesday, 09 September @ 14:35:47 CEST by Neo
di Bastiano.B.Bucci:
Caro amico, hai ragione, sono stato tentato di non replicare al tuo articolo nel quale citi un mio intervento accampando un'ipotetica ragione che, dopo qualche anno, l'evidenza storica non ti ha dato.
Ma non è questa la questione: è che questo genere di discussioni avrebbero un senso fra noi, i due amici rimasti al bar davanti ad un buon bicchiere di vinsanto in dolce rimembrar di passate cose, come ampiamente mostra, ove non si fosse in grado di leggere altri segnali, il vuoto fragoroso nei forum come questo che rispecchia né più né meno il vuoto di sinistra nella società, non come critica, non come voglia di ribellarsi, non come desiderio di un altro ....
...mondo possibile, ma come vuoto di organizzazione, di progettualità, in una parola di politica.
Di questo moralmente dobbiamo rispondere, non di altro, di non essere stati in grado di leggere i segnali che venivano avanti, di avere lasciato in toto l'iniziativa della politica ad altri.
Il fenomeno Obama come lo giudichi?
Non sarò io a citare Marx, non ce n'è bisogno, oggi lo citano tutti, dal Il sole 24ore fino a Tremonti, passando per i vertici U.E.
Così, mentre noi eravamo presi dalla nostra attività onirico-onanistica, il capitalismo viveva la più grossa crisi da quando questo fenomeno socio economico si è presentato sul nostro pianeta, e nessuno di noi è in grado di dire o porre in essere qualcosa di sensato in proposito, qualcosa che ne precorra fattivamente, se non il superamento, almeno un'uscita dalla crisi che segni il ridimensionamento del potere delle classi che ne sono state titolari finora e che portano la principale responsabilità della crisi stessa e delle sue pesanti conseguenze per tutti i lavoratori
In questo senso l'articolo che tu dopo qualche anno, con grande cortesia torni a citare, si rivela più che centrato, profetico.
La sinistra italiana ha completato il suo harakiri strangolata fra chi ha seguito i dettami del turbocapitalismo, nel momento stesso in cui lo stesso potere capitalista ne criticava pesantemente i presupposti.
Forse ai Caldarola ed ai Rossi, occorre aggiungere per buona misura i Giavazzi in campo economico ed i Veltroni in politica, e gli altri che, allegramente, in nome di una ridicola e paradossale coerenza, inscenavano danze macabre avvolti dalle bandiere con la falce e martello per festeggiare la fine della sinistra in Italia.
Non è politicamente accettabile parlare di coerenza di fronte a chi perde il posto di lavoro, di fronte a chi non sa se domani avrà di che dar da mangiare ai propri figli, o cercare di convincere i cittadini, che ogni giorno vedono erosi i loro diritti fondamentali, che la soluzione sta nella nemesi rivoluzionaria, o addirittura porre sullo stesso piano un qualsivoglia partito politico con il Re Mariuolo che ha ridotto il nostro Paese a zimbello del pianeta.
Non si corregge la realtà con l'utopia, specie con un'utopia che nella storia più recente ha mostrato tutti i suoi macroscopici limiti.
Politicamente la prerogativa di non adeguare le proprie idee alle risultanze della storia equivale alla più totale e assoluta delle imbecillità, oltre a costituire (Marx o non Marx) la prima delle contraddizioni nei confronti del materialismo come scienza della critica sociale.
Che vuoi farci, caro amico, gli eventi sono più forti delle nostre chiacchiere da salotto, così se ti va di parlare di quanto sta accadendo mi troverai interlocutore attento, se invece hai voglia di illanguidirti in nostalgici amarcord forse, per rendere la cosa più credibile c'è bisogno del piccolo bar di periferia e del relativo bicchiere di vino.
BBB
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