Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 5439 Località: Napoli
Inviato: Mar 04 Ago, 2009 8:36 am Oggetto:
A parte la crisi economica che colpisce tutto il mondo quest'estate c'è una gran paura a raggiungere paesi dove c'è il pericolo di contrarre l'influenza "suina". Partita dal Messico questa epidemia si è trasformata in pandemia ed ha ormai raggiunto quasi 100 paesi del mondo. Casi anche su navi da crociera e nei college inglesi. Bisogna quindi calcolare il rischio e decidersi a partire o meno.
Personalmente non mi sembra utile rinunciare ad una vacanza anche all'estero per un rischio che percentualmente è veramente minimo.
Salve sono Luigino e sono nuovo qui . Volevo segnalare questo articolo pubblicato da TISCALI - NOTIZIE e soprattutto sapere voi cosa ne pensate.
Influenza suina, Silvio Garattini: "Vaccinazione di massa? Ci sono dietro molti interessi industriali"di Ignazio DessìA forza di notizie allarmanti la paura fa novanta e molti, prima di partire in vacanza, fanno scorta di Tamiflu. L’influenza suina (A/H1N1), quotidiano pane dei mezzi di informazione, causa ansia ai cittadini, e si parla di vaccinazione di massa per arginare il pericolo di una incontrollabile diffusione planetaria. C’è chi ritiene però questo tipo di intervento teso, più che a tutelare la salute della popolazione, a pilotare montagne di euro nelle voraci fauci delle multinazionali dei farmaci. Del resto, la mortalità a causa di tale "pandemia" risulta molto inferiore a quella della normale influenza stagionale. Eppure i timori ventilati da potenti organismi internazionali si sprecano. A nutrire dubbi sulla necessità di effettuare fin d’ora una vaccinazione generalizzata anche uno scienziato come Silvio Garattini, ricercatore, medico e farmacologo di fama mondiale. Il sospetto è, ancora una volta, che alla base della angosciante campagna informativa ci siano gli enormi interessi delle case farmaceutiche. Niente di strano che si parli tanto di influenza suina e si dimentichino mali come l’AIDS e la malaria che continuano a mietere ben più morti in varie parti del globo. Tiscali ha voluto intervistare su questi argomenti il prestigioso fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, membro di importanti organizzazioni internazionali e autore di innumerevoli pubblicazioni.Professor Garattini, in relazione all’influenza suina (H1N1) lei ha affermato che serve una informazione puntuale ma stando attenti a non creare inutili allarmismi. Crede ci sia chi ha interesse a creare timori ingiustificati nella popolazione?
"Certamente dietro la vicenda della influenza suina, come precedentemente per quella aviaria, vi sono molti interessi industriali per quanto riguarda sia i farmaci antivirali, sia il vaccino contro la H1N1. Del resto gli effetti ci sono. Di fatto la popolazione ha reagito dapprima acquistando tutte le mascherine disponibili in farmacia, poi facendo incetta di farmaci ed ora attendendo di poter acquistare il vaccino".Insomma, potrebbe esserci chi gioca sui timori della gente. Ma dove nasce e che origine ha questo virus: c’è chi sostiene sia “fuggito” da un laboratorio.
"L'origine è stato il Messico apparentemente con una trasmissione da suino a uomo. L'ipotesi che dipenda da una 'fuga' dal laboratorio non è stata confermata".Fanno bene coloro che fanno incetta di farmaci antivirali prima di partire per le vacanze?
"Bisogna dire no al pericoloso uso fai da te dei farmaci, perché hanno comunque degli effetti tossici. Va detto che se la patologia non è in atto è inutile assumerli, se il contagio è avvenuto - poi - si tratta di farmaci che non hanno una grandissima efficacia, dal momento che contribuiscono solo a diminuire la durata della malattia stessa di 1-2 giorni".Sembra che una delle preoccupazioni principali di molti organismi scientifici e politici in questo periodo sia attuare una vaccinazione di massa (l’Italia ha in previsione l’utilizzo di 6,5 milioni di vaccini) : ho letto che lei non è d’accordo. Ma è proprio necessario vaccinare mezza nazione?
"Non ritengo che allo stato attuale si debba vaccinare tutta la popolazione, anche perché - almeno per ora - l'influenza ha scarsa virulenza. E' logico comunque vaccinare gli operatori sanitari ed i gruppi a rischio tenendo conto che in Italia si sono registrati finora solo circa 300 casi".Perché allora, anche da noi, si vuole ricorrere alla vaccinazione in maniera così massiccia e chi ne trae vantaggio?
"Non bisogna sempre pensar male. Può darsi che la finalità sia davvero di proteggere tutta la popolazione".Mi consenta di dire che qualche dubbio resta. Quanto costa un vaccino allo stato italiano?
Si è parlato di 15 euro per dose, ma sembra che si debbano somministrare due dosi. Tutto ciò comunque è con il condizionale perché per ora il vaccino inizia la sperimentazione.Il Tamiflu (prodotto dalla Roche) era usato contro l’influenza A e B: perché va bene anche per la “suina”?
"L'influenza suina è di tipo A".La vaccinazione di massa può creare problemi in relazione ad eventuali effetti collaterali?
"Tutti i farmaci danno effetti collaterali. Nel 1976 in USA la vaccinazione di massa contro un virus simile è stata interrotta a causa di danni neurologici. Per ora non sappiamo come sarà tollerato il vaccino perché non è disponibile. E' augurabile che non si proceda con troppa fretta, ma con spirito di responsabilità".Lei ha scritto che se il vaccino dovesse mutare sarebbe inutile la vaccinazione generalizzata. E’ una cosa che può accadere davvero?
"Non lo sappiamo".Circolano, soprattutto su Internet, teorie sul fatto che nello stesso Messico non ci sarebbero tutti i morti a causa dell’influenza di cui si parla. Altre sostengono che l’infezione sia partita dagli allevamenti suini di una multinazionale Usa con sede in Messico o che ci siano alla base della stessa esperimenti ad uso militare. Lei cosa ne pensa?
"Non posso rispondere, non faccio il detective".
06 agosto 2009
Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 5439 Località: Napoli
Inviato: Ven 14 Ago, 2009 12:47 pm Oggetto:
Avevo letto anch'io l'intervista a Garattini (persona seria). In merito all'ipotesi fatta nella domanda alla fine dell'intervista (che tu hai sottolineato) penso che non si hanno elementi per avanzare questo sospetto. L'unica cosa strana è che da decenni le epidemie partono dai grandi allevamenti di suini della Cina e in genere asiatici mentre questa volta è partita dal Messico. Cosa inusuale è anche che la stessa epidemia è subito passata all'uomo.
Vedremo che succede nei prossimi mesi. Salutoni!!!
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