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Bastiano.B.Bucci Site Admin


Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 3163 Località: Bologna
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Inviato: Dom 22 Ott, 2006 2:31 pm Oggetto: |
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però fa lo stesso difetto di prima
Ho fatto una richiesta sul forum di Altervista... vediamo se qualcuno ha una soluzione..
Qui comunque c'è il ritardo di un solo topic... basta avere un pò di pazienza (o al massimo metterne 2) al cambio della pagina e si risolve... _________________ Bastian Balthasar Bux
C'è un rogo di diritti, di giustizia e di democrazia. C'è un rogo di dignità. E noi tutti ci danziamo allegramente intorno. |
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Stormbringer Utopico


Registrato: Nov 21, 2003 Messaggi: 3166
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Inviato: Dom 22 Ott, 2006 9:02 pm Oggetto: |
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Presente!
...e troppo contento per la grande gara vista.  _________________ Non importa che siano colonne greche o gambe di pianoforte...
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don_chisciotte Utopico


Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 5439 Località: Napoli
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Inviato: Gio 26 Ott, 2006 6:19 pm Oggetto: |
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NON VI ALLARMATE MA QUI C'E' STATO IL TERREMOTO PIU' FORTE DA 30 ANNI NEL TIRRENO
Evento sismico in mare al largo della Calabria nord orientale
Un evento sismico è stato registrato questo pomeriggio nell’arcipelago eoliano.
Dalle prime verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile al momento non risultano danni a persone o cose.
L’evento è stato avvertito dalla popolazione anche in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 16,28 con magnitudo 5.7. |
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virginia Chimerico


Registrato: Nov 16, 2003 Messaggi: 1670
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Inviato: Lun 30 Ott, 2006 3:49 pm Oggetto: |
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7 ospiti!
In totale ci sono 8 utenti in linea :: 1 Registrato, 0 Nascosti e 7 Ospiti [ Amministratore ] [ Moderatore ]
Il massimo numero di utenti in linea è stato 23 il Sab Ott 21, 2006 11:20 pm
Utenti registrati: virginia
Che dite, gli offriamo un aperitivo ..o data l'ora è meglio un 'chiuditivo'?  _________________ Il mio blog |
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Stormbringer Utopico


Registrato: Nov 21, 2003 Messaggi: 3166
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Inviato: Mar 31 Ott, 2006 12:45 am Oggetto: |
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E' notorio che si tratta di timidi, magari ora si scopre che sono pure astemi.  _________________ Non importa che siano colonne greche o gambe di pianoforte...
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don_chisciotte Utopico


Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 5439 Località: Napoli
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Inviato: Mar 31 Ott, 2006 9:24 am Oggetto: |
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| RICORDATEVI DI ANDARE NEL VOSTRO PROFILO E RIMETTERE A POSTO L'ORA. ORA DOVETE PASSARE A +1 |
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massimo 1° Utopico


Registrato: Nov 15, 2003 Messaggi: 3994 Località: Firenze
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Inviato: Ven 03 Nov, 2006 8:17 pm Oggetto: |
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Il giorno dopo era festa
40 anni fa ero un giovane rappresentante (24anni) di una grande industria di elettrodomestici, aveva regole ferree la più ostica era il pernottamento in zona, se la distanza da percorrere era uguale o superiore ai 25 Km. dalla Filiale. All'epoca si lavorava dal lunedì fino al sabato alle 13,00. Eravamo alla prima settimana di novembre, l'assegnato di ottobre era stato fatto, lo stress mi aveva abbandonato (sarebbe ricomparso tra qualche giorno), ero sulla strada del rientro, dovevo pernottare a Reggello in un albergo senza riscaldamento, più che un albergo era una stamberga, ma non c'erano alternative. Il giorno dopo era festa venerdì 4 novembre. Cadeva una pioggia torrenziale, era tutto il giorno che pioveva, anche il giorno prima, erano 3 giorni che viaggiavo per il Valdarno e pareva che mi portassi le nuvole attaccate all’antenna della radio. Il traffico era inesistente ed in quel deserto bagnato la compagnia era fatta dalla musica e dal mugghiare del vento, erano le 7 e sembrava notte fonda. Reggello assomigliava ad un paese fantasma, “l’albergo” sprangato, il cliente lo trovai che stava chiudendo, non aveva battuto chiodo in tutto il giorno, poche chiacchiere frettolose e anonime, lui chiuse ed io salii in auto. I regolamenti sono fatti per essere infranti, d’altra parte l’albergo era chiuso e decisi di tornare a casa, l’umido faceva sembrare il freddo più intenso e intristiva l’animo, la strada che scendeva verso la statale del Valdarno, fresca e “selvaggia” d’estate, affogata come era tra abeti e querce, era decisamente ostile, la zanella che la costeggiava era simile ad un torrentello e l’acqua ormai andava per conto suo non facendo distinzione tra la zanella e la strada stessa. Ogni tanto i fari illuminavano dei rami, alcuni grossi che facevano da diga, altri arboscelli che galleggiavano impazziti e scendevano a valle, un po’ portati dal vento ed un po’ dall’acqua. Procedevo abbastanza lentamente, il tergicristallo non ce la faceva a togliere quell’autentiche “secchiate” che si rovesciavano sul parabrezza. Ora ero sulla Statale, trafficata anche all’epoca che le auto erano la metà, quella sera era scevra da camion, furgoni e mezzi vari e anche le poche case che la fiancheggiano erano buie, parallelo alla strada scorreva un altro nastro lucido che raddoppiava la Statale, lo guardai trasecolato pensando ad un qualche fenomeno di rifrazione, poi mi resi conto che era l’Arno che quasi lambiva i paracarri, uno spettacolo impressionante tenuto conto che quello non era il punto più stretto essendoci degli ampi greti, a Compiobbi ed alle Sieci il letto era più stretto, vero anche che le sponde erano molto alte, cosa che lì non era. Infreddolito, stanco per la tensione con gli occhi che mi dolevano per lo sforzo di “forare” il buio, giunsi a casa, come da copione vuota, genitori a smistare carte al Circolo dei Commercianti ed Industriali, fratello indubbiamente a ballare nel salone del medesimo, erano le dieci e me ne andai a letto.
Abitavo in periferia in una villetta bifamiliare, vicino alle Cascine a poche centinaia di metri dalla confluenza del fiumiciattolo Mugnone con l’Arno. La mattina mi svegliai abbastanza presto, c’era uno strano silenzio come quando ha nevicato, nessun rumore di traffico in lontananza, e sì che poco lontano c’era la strada che portava al mare ed ai paesi della piana di Firenze. Genitori e fratello dormivano ancora, porte sprangate, ciabattando vado in cucina per preparare il caffè e la colazione, ero andato a letto senza cena e avevo fame, tostato il pane riempio un vassoio, vado in salotto apparecchio, poi apro la finestra uscendo nel minuscolo terrazzino per accompagnare le persiane, rimango attonito : sulla destra la strada principale (la mia era una traversa senza sfondo con una pendenza leggera leggera.) era un fiume che scendeva verso via Baracca. L’Arno aveva tracimato, anzi il Mugnone aveva tracimato, gonfio anche lui le sue acque venivano respinte dal fratello maggiore, sveglio i mie genitori per avvertire che dovevamo spostare le macchine, accendo la radio (l’elettricità sarebbe andata via dopo poco) che ci informa di tutta la drammaticità della situazione, il pensiero corre alla mia fidanzata Rosanna, la sento per telefono ma la situazione è “normale. L’Arno scorre da est verso ovest la valle in cui si trova Firenze è più alta a sud che a nord, il centro della città è in fondo ad una conca, nella periferia verso ovest la situazione è la stessa, la mia abitazione era sull’orlo del catino, l’acqua, per ora, aveva invaso un metro di strada e defluiva velocemente verso il basso che era distante almeno un centinaio di metri. Ero abbastanza vicino alla Filiale di cui ero dipendente e fortunatamente aveva un parcheggio posto su di una montagnola che “svettava” per una diecina di metri, e misi la macchina in salvo, poi tornai a casa a prendere la bicicletta per andare a casa di Rosanna. Traffico meno che domenicale i viali erano quasi deserti ed immensi in quell’ora mattutina, erano circa le dieci, via Masaccio sonnacchiosa, idem via Capodimondo, ecco in piazza Oberdan si cominciava a vedere l’acqua, via G. Bruno era invasa dall’acqua, stavo sulla bicicletta e sul marciapiede arrivato all’angolo con via S. Ammirato rimasi basito, era un fiume vorticoso, impossibile da attraversare con tronchi che passavano come treni, la casa di fronte aveva il portone con l’acqua quasi a mezz’altezza era quella di Rosanna, che alla finestra del primo piano contemplava lo “spettacolo”, stavano tutti bene, erano preoccupati, come tutti del resto, ma ancora non ci rendevamo veramente conto della catastrofe che ci stava colpendo, del resto eravamo solo agli inizi, non pioveva, si vedeva il disco bianco del sole attraverso le nubi, ma l’acqua continuava a crescere, ci salutammo, dovevo andare via se non volevo rimanere intrappolato, ero arrivato che l’acqua copriva la ruota per circa un quarto, pedalando minacciava di entrare nell’orlo degli stivali che era appena sotto il ginocchio. Nel pomeriggio gli inquilini del piano di sotto chiesero ospitalità, avevano l’acqua in casa, un velo trasparente copriva l’impiantito, stava facendo buio, niente acqua dalle cannelle mentre a spasso per Firenze ve ne erano milioni di metri cubi, niente elettricità, telefono muto, rivivevamo i tristi giorni di guerra, io e mio fratello per i racconti i “vecchi” per averla avuta sulla pelle, la luce tremolante di un paio di candele illuminava i visi stanchi e preoccupati, fortunatamente avevamo il gas in bombola e la stufa a kerosene, mangiare e calore (anche se scarso) non mancavano, anche se eravamo in dieci fu un triste pasto fatto più di silenzi che di chiacchiere, ci venne in mente l’alluvione del Polesine con quei disperati appollaiati sui tetti delle case, con l’acqua che stazionò per giorni e giorni, ci auguravamo di non ripetere quell’esperienza. Verso le dieci andammo a letto, l’altra famiglia in salotto noi nelle nostre camere, dai letti avevamo tolto un materasso (ne avevamo due di lana ognuno) per fare giacigli di fortuna ai nostri amici sfollati.
La mattina appresso eravamo svegli all’alba e…. sorpresa l’acqua era sparita, tutto appariva come un incubo notturno fugato dalla luce di una giornata tersa e pulita come non mai. Una veloce sciacquata agli occhi con l’acqua che era stata accantonata nella vasca da bagno prima che se ne andasse, e ripresi la bicicletta per tornare da Rosanna, passai a controllare che le macchine si fossero salvate, ma non avevo dubbi se fossero andate sotto io avrei avuto almeno un metro d’acqua sul tetto di casa, rifeci la strada del giorno prima e appariva tutto normale in via Masaccio apparve una riga nera continua e obliqua e fango tanto fango, nero, colloso ed oleoso, un odore forte, sgradevole, pungente ammorbava l’aria, avevo il cuore rinserrato, quella riga continuava a salire era ben oltre i 4 metri, dopo essermi lambiccato il cervello per capire il significato di quella riga nera alla fine lo capii era il livello raggiunto dall’acqua, mentre pedalavo mi domandavo quanto fosse alto il primo piano di Rosanna. Arrivato all’incrocio di via G. Bruno con via Scipione Ammirato, mi si ghiacciò il sangue, la casa di fronte aveva le serrande squarciate con baffi neri alle finestre, il portone divelto, vetri ed infissi un ricordo, due negozi sventrati e le travature penzoloni abbruciacchiate, la casa sembrava bombardata, le lacrime mi salirono agli occhi e mi accecarono. Delle vocine flebili mi chiamavano, venivano da un punto imprecisato alla mia sinistra, là ad una trentina di metri di distanza 4 figure imbacuccate agitavano le braccia, lasciai andare la bicicletta e arrancando, scivolando e incespicando tra fango, detriti, pozze, di quello che sembrava un greto e non una strada, raggiunsi Rosanna,, fratello, sorella e mamma, 4 spaventapasseri neri come spazzacamini e avvoltolati in cenci di fortuna. Poco prima di mezzogiorno un tremendo scoppio causato dal carburo, tenuto in ingente quantità dal negozio sottostante, aveva devastato i 2 appartamenti, quello di Rosanna e dei suoi nonni, lo scoppio era avvenuto proprio sotto lo studio del nonno che era morto ed ora era là penzoloni, quello che avevo scambiato per “una trave bruciacchiata”.
Massimo 1°
Ps. L'albergo di Reggello fu distrutto da una frana nella notte tra il 3 ed il 4 novembre 3 morti _________________ Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
Finché c'è ETICA c'è speranza |
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Bastiano.B.Bucci Site Admin


Registrato: Nov 13, 2003 Messaggi: 3163 Località: Bologna
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Inviato: Sab 04 Nov, 2006 12:39 am Oggetto: |
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Grazie Max. Una testimonianza vera, resa come la natura che descrive: bella e feroce. _________________ Bastian Balthasar Bux
C'è un rogo di diritti, di giustizia e di democrazia. C'è un rogo di dignità. E noi tutti ci danziamo allegramente intorno. |
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Stormbringer Utopico


Registrato: Nov 21, 2003 Messaggi: 3166
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Inviato: Dom 05 Nov, 2006 8:31 pm Oggetto: |
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Sono senza parole, grazie Max. _________________ Non importa che siano colonne greche o gambe di pianoforte...
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Isa Chimerico


Registrato: Nov 14, 2003 Messaggi: 1634 Località: provincia di Modena
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Inviato: Dom 05 Nov, 2006 8:44 pm Oggetto: |
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Oh Massimo.. proprio in questi giorni avevo pensato a quanto sarebbe stato interessante un tuo commento e magari anche una cronaca di quanto terribile era accaduto nella "nostra" Firenze.. grazie davvero, sono commossa e mi è sembrato di vivere con te l'ansia e il dolore di quei momenti.
Isa _________________ I venti sfavorevoli non impauriscono il navigante che sa dove andare.
Seneca
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